Presentazione
di Ugo Leone
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Università e giovani fanno il Mediterraneo

L’Articolo venerdì 13 maggio 2005

Nasce l’Osservatorio che favorirà confronti sullo sviluppo del Sud dell’Europa

di Manuela Giuliano

Un Osservatorio con lo sguardo rivolto al Mediterraneo. Nasce a Napoli e sarà presentato dai suoi padri fondatori lunedì 16 maggio, presso la Camera di Commercio di Napoli.
La Cgil e l’Ires Campania, la Fondazione Di Vittorio e la Cgil Napoli danno vita così ad uno strumento che non si limiterà solo ad osservare le dinamiche di questa grande area strategica, ma che si proporrà come soggetto operativo in grado di favorire riflessioni, incontri, dibattiti sulle possibilità di sviluppo del Mediterraneo. Il lavoro e l’evoluzione delle relazioni di quest’area sono i temi dai quali partirà il programma dell’Osservatorio che sarà illustrato da Ugo Leone, ordinario di economia dell’ambiente presso la Federico II.
Alla presentazione lunedì ci saranno anche il sindacato spagnolo e quello maltese.
Con l’organizzazione sindacale tedesca, invece, è stato già avviato un sistema di relazioni che ha aperto una riflessione sul tema. «L’Europa ci appare piuttosto disattenta rispetto al Mediterraneo – dice Carlo Ghezzi, presidente Fondazione Di Vittorio - noi crediamo nelle grandi potenzialità di un’area e di un mare che da millenni è il luogo d’incontro di grandi culture. Un luogo che unisce non solo l’Europa e l’Africa ma anche l’Europa e l’Oriente» - continua Ghezzi - «il Mediterraneo è un grande mercato ancora tutto da gestire». Quali regole dunque? Quali prospettive e quale evoluzione per il mare nostrum? L’Osservatorio sul Mediterraneo vuole aprire un confronto su questi ed altri aspetti.
Rappresenterà da oggi il punto di riferimento per quella che è destinata a diventare la nuova Europa. I presupposti dello sviluppo e della crescita del Meridione sono la conoscenza e l’interpretazione. Vanno trovate le giuste risposte alle problematiche che si diramano e passano da Marsiglia a Barcellona per giungere a Tunisi, Tangeri e Algeri e creando un’area omogenea tra l’Europa e l’Africa.
La scelta di una sede napoletana, poi, è una risposta a quella vocazione che da sempre ha la città di divenire la grande capitale del Mediterraneo. Napoli che ha fatto del suo porto un crocevia delle relazioni culturali e commerciali attraverso i secoli. «A Napoli abbiamo trovato tante intellettualità disponibili ad accogliere un’iniziativa simile - questa la città più giusta e più simbolica dove può ripartire l’unità e la costruzione del Mediterraneo».
Il progetto dell’ Osservatorio sarà presentato anche a Barcellona, il prossimo giugno, in occasione del Social Forum che si terrà nella città catalana. Con l’obiettivo di diffondere e di comunicare nella stessa Europa l’importanza di un semicerchio che concentra in sè una ricchezza culturale ed economica.
La Campania e la città di Napoli sono in una posizione cruciale. Con uno sguardo rivolto a Bruxelles e un altro verso la sponda sud del Mediterraneo.
Da un lato dunque la stabilità e la prospettiva dell’Unione Europea e dall’altro la crisi israelo-palestinese, la crescita del Nord Africa vicino al dinamismo problematico della Turchia, fino alla questione ancora non risolta dei Balcani. Il Mediterraneo non più essere solo un punto di sosta delle disperate migrazioni da sud verso nord. Il Mediterraneo deve rappresentare il futuro dell’Europa. L’Osservatorio, in questo, punta ad avere un ruolo importante. Sarà il momento di confronto e di apertura verso nuovi scenari.


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