L’Articolo martedì 17 maggio 2005
L’iniziativa. Allo studio le politiche di sviluppo nell'area allargata del mare Nostrum
Lavoro, obiettivo Mediterraneo
Lucrezia Scotellaro
Presentato l’Osservatorio di Cgil, Ires e Fondazione Di Vittorio
Occuparsi del Mediterraneo, in particolare partendo dai temi dello sviluppo e del lavoro. Questo l’obiettivo che si pone l’Osservatorio Mediterraneo, presentato ieri sera, alla Camera di Commercio di Napoli. Tre i soggetti promotori dell’Osservatorio: la Cgil Campania, l’Ires e la Fondazione Di Vittorio. «Sono già molti, da vari versanti, ad occuparsi del Mediterraneo, ma è particolarmente importante farlo da Napoli la cui centralità geografica tra le due sponde è abbastanza indiscutibile spiega il presidente dell’Osservatorio, Ugo Leone -. È importante però farlo anche con uno specifico. E partendo dai soggetti promotori dell’Osservatorio, lo specifico privilegiato è quello che ruota intorno ai temi dello sviluppo e del lavoro. Sono dunque questi, ma non solo, i temi che caratterizzano le modalità dell’osservazione». Alla presentazione di ieri erano presenti tutti i soggetti promotori dell’osservatorio, che coinvolge anche esponenti del mondo sindacale di altri paesi. È stata spiegata la portata dell’iniziativa frutto di una lunga riflessione, da parte dei soggetti promotori. «L’Ires Campania e la Cgil afferma Ugo Marani, presidente dell’Ires Campania hanno rilevato la necessità di riflettere sul Mediterraneo da questo angolo visuale, dal lato dello sviluppo e del lavoro. Una delle maggiori carenze che riscontriamo nella nostra regione riguarda l’internazionalizzazione, e allora, per recuperare, in questa direzione, occorre avere cognizione e competenza dei nuovi contesti. L’osservatorio, in questo senso, si pone come soggetto di ricerca delle condizioni per la realizzazione di uno sviluppo sostenibile». L’eterogeneità dell’economia del Mediterraneo, l’eterogeneità di cultura, di religioni, le realtà diversificate che sussistono nel Mediterraneo vanno tutte tenute, dunque, nella adeguata considerazione prima di poter valutare qualunque ipotesi di sviluppo sostenibile. «L’Osservatorio non deve limitarsi però ad ‘osservare’ le dinamiche che interagiscono nel Mediteranno precisa Leone è necessario che si proponga di essere propositivo ed operativo». Mentre il carattere più strettamente sociale dell’iniziativa è stato sottolineato da Tony Zarb, segretario generale del Sindacato di Malta. «È indispensabile avere a disposizione un osservatorio osservatorio per discutere di importanti questioni che riguardano molti dei paesi del mediterraneo sostiene Zarb - come il tema della guerra, per esempio, e di come diffondere la cultura della pace. E’ indispensabile ristabilire la pace, nel mediterraneo come altrove».
«La crescita sociale e culturale della Campania passa attraverso il Mediterraneo fa notare ancora Marani ma non ci si deve porre in maniera paternalistica, occorre fare delle ricerche, valutare come realizzare uno sviluppo sostenibile. Si tratta di realtà che vanno analizzate, ma non va dimenticato, anche che molti paesi del mediterraneo sono cresciuti, negli ultimi anni, molto più dell’Italia.
Sono tutti elementi da tenere in considerazione, per una analisi attenta e che possa supportare eventuali azioni future». Presenti al convegno di presentazione dell’Osservatorio Mediterraneo anche Michele Gravano, segretario Cgil Campania, Joana Agudo i Betaller, segretaria responsabile per la politica internazionale della Comission Obrera della catalogna, Pino Pappagallo, presidente Inca Cgil Germania, Carlo Grezzi, presidente della Fondazione Di Vittorio, Gianfranco Bensi, Ufficio internazionale Cgil, Giuseppe Errico, segretario della Camera del lavoro metropolitana.